Storia del Cavalier King Charles Spaniel

Il piccolo cane che porta la gioia

Storia del Cavalier King Charles Spaniel

quadro con Cavalier King Facebooktwittermail

Cavalier King Charles Spaniel: breve panoramica sulla sua storia e diffusione, dalle corti inglesi della metà del‘600 ai giorni nostri.

La sua straordinaria diffusione è dovuta non solo alle sue gradevoli caratteristiche estetiche esaltate dagli splendidi colori del mantello, ma anche dalla particolarità del suo carattere.

E’ un cane sportivo, affettuoso, senza paura e con una grande adattabilità, sempre allegro e mai aggressivo.
Tutto ciò ne ha fatto un perfetto cane da compagnia nell’arco dei secoli.

Storia dell’evoluzione della razza

La parola “Spaniel” compare per la prima volta nel 948 in leggi emanate da Hovell del Galles.

Non sembra tuttavia probabile un’origine inglese delle razze Spaniel e oggi la maggior parte degli studiosi pensa che provengano dall’Europa Continentale, probabilmente introdotte dai soldati di ritorno dalle Crociate,. Si sarebbero poi sviluppati tipi autonomi, dei quali quelli spagnoli erano particolarmente rinomati.

In epoche meno lontane sembra che nel 1300 cani da caccia di tipo Spaniel siano stati importati in Francia dalla Spagna.

E’ comunque certo che dalla metà del XVI secolo esistevano in Inghilterra cani da caccia che venivano chiamati Spaniel, probabilmente perché provenienti dalla Spagna, anche se, le loro vere origini non sono certe e in proposito sono state avanzate altre ipotesi, pur senza una accertata documentazione.

I graziosi Cavalier King dei nostri giorni discendono da piccoli Spaniel che già all’epoca di Elisabetta I (1533 – 1603) erano diffusi in Inghilterra. Venivano utilizzati sia nella caccia che come compagnia delle dame nei palazzi nobili e di loro esistono numerose tracce nella letteratura e nella pittura dell’epoca.

Molti grandi pittori quali Tiziano ( 1488/90 ) , Landseer ( 1802 – 1873 ),Van Dyck ( 1598 – 1641 ) e altri li hanno raffigurati nelle loro opere, mostrandoci l’evoluzione della razza che ha portato al Cavalier King del nostro tempo.

I Cavalier King Charles Spaniel in Inghilterra furono quindi sempre “cani della nobiltà”, e quando nel 1903 si pensò di cambiar loro il nome in Toy Spaniel, il Re Edoardo VII si oppose e chiese che fosse conservato il nome che li aveva accompagnati in una parte importante della storia del Paese.

Come già detto furono adoperati anche per la caccia e una varietà di mantello caratterizzata da fondo bianco-perla con macchie rosso-castano è chiamata Blenheim dal castello di Blenheim dove il duca di Marlborough allevava piccoli Spaniel da caccia con questo tipo di mantello.

Il nome “Cavalier” venne loro attribuito in onore di Carlo II che amava a tal punto i suoi cani da passare con loro gran parte del suo tempo. La cosa non era vista favorevolmente da numerosi gentiluomini e dal popolo, vi furono violente critiche per questo comportamento perché nel grave periodo storico che stava attraversando la Gran Bretagna i suoi cani venivano considerati un’inutile distrazione che sottraeva Carlo II ai suoi doveri.

Verso i tempi moderni

Tra la Prima e la Seconda guerra mondiale il numero dei cavalier si ridusse notevolmente perché gli furono preferite altre razze, specialmente quelle a muso corto come il Pechinese, il Carlino e gli Spaniel giapponesi, tanto che gli allevatori di cavalier cominciarono a modificarlo accentuando la brevità del muso e creando il King Charles Spaniel.

A salvare la razza intervenne nel 1926 l’allevatore americano Roswel Elridge, che quando giunse in Gran Bretagna offrì per tre anni (poi prolungati a cinque) un premio di 25 sterline da dare all’esposizione Cruft al miglior maschio e alla migliore femmina di Cavalier con le sembianze dei cani ritratti nei dipinti dei pittori rinascimentali.

Molti allevatori si cimentarono nell’impresa e nel 1928 il Cavalier King Charles Spaniel era fissato e venne riconosciuto.

Nel 1928 fu fondato un Club chiamato Cavalier King Charles Spaniel e venne redatto un primo standard di razza approvato anche dal Kennel Club inglese, che però solo nel 1945 separò le registrazioni di King Charles Spaniel e Cavalier King Charles Spaniel, che fino a quell’anno venivano iscritti nello stesso registro.

Nel 1946 fu concesso il Challenge Certificate, che in Inghilterra permette di conseguire il Campionato.

Nel 1973 il CKCS Alansmere Aquarius di Mrs Hall & Evan si aggiudicò il Best In show al “Crufts”. Nessun cane da compagnia aveva mai ottenuto nei precedenti 50 anni un simile prestigioso risultato.

La fama dei cavalier varcò i confini inglesi e favorì la diffusione del CKCS nel mondo e sorsero in molti Paesi dei Club di razza a partire dagli Stati Uniti e dalla Nuova Zelanda e poi anche nell’Europa continentale a cominciare dai Paesi nordici

Il Cavalier King in Italia

In Italia inizialmente i Cavalier King Charles Spaniel erano registrati nei cani da compagnia come Spaniel di Re Carlo, assieme ai King Charles Spaniel, i primi due soggetti furono iscritti nel 1901.

Ne seguì un altro nel 1903 e poi ancora uno nel biennio 1922 – 23, poi più nulla fino al 1933, quando si ebbe ancora un’iscrizione.

Nel periodo precedente la Seconda guerra mondiale gli iscritti dal 1898 al 1950 in tutto furono solo sette.

Le cose non mutarono fino al 1990, quando iniziò una crescita di popolarità che ha portato ai 741 iscritti del 2009.


  • Storia dell’evoluzione della razza
  • Verso i tempi moderni
  • Il Cavalier King in Italia
    sono liberamente tratti dall’articolo “Piccolo Lord”,
    Monografia Cavalier King Charles Spaniel,di Umberto Cuomo 
    rivista “Cinofilia & cultura cinofila”, anno I numero Due

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