Intolleranze alimentari nel cane

Il piccolo cane che porta la gioia

Intolleranze alimentari nel cane

Facebooktwittergoogle_plusmail

Intolleranze alimentari nel cane vediamo di cosa si tratta

Quando si parla di intolleranze alimentari nel cane bisogna fare molta attenzione a non confonderle con le allergie alimentari.

Allergie alimentari

Le allergie alimentari sono sensibilità causate da una reazione del sistema immunitario a specifiche proteine di un determinato prodotto alimentare.
Negli individui allergici, un alimento proteico è erroneamente identificato dal sistema immunitario come nocivo. La prima volta che l’individuo è esposto ad una tale proteina, il sistema immunitario risponde con la creazione di anticorpi chiamati immunoglobuline E (IgE). Quando l’individuo è esposto di nuovo alle proteine dello stesso cibo, vengono liberati gli anticorpi IgE e sostanze chimiche come l’istamina . L’istamina è una potente sostanza chimica che può provocare una reazione nel sistema respiratorio, gastrointestinale, della pelle o nel sistema cardiovascolare.

Intolleranze alimentari

Le intolleranze alimentari sono allergie alimentari ritardate e nascono quando si verifica un “ALLARGAMENTO” DELLE GRIGLIE DI DIFESA DELL’INTESTINO
Quando l’alimento non tollerato giunge in contatto con la parete intestinale, si sviluppano una serie di reazioni che portano al rilascio locale di mediatori infiammatori, sostanze istaminosimili e cellule immunitarie dotate di memoria immunologica, giungendo alla fine alla diffusione in circolo di citochine (sostanze proinfiammatorie), portando allo sviluppo di una immunoflogosi (infiammazione di origine immunitaria) a distanza.
Si tratta quindi di un processo dovuto all’intervento di un complesso di citochine e cellule infiammatorie che porta alla comparsa di un fenomeno flogistico (infiammatorio) a partenza immunitaria. In questo processo non sembrano essere coinvolte IgE, ma altri tipi di anticorpi.
Da quanto detto si può affermare che la presenza di un’ipersensibilità alimentare provoca una diminuzione della soglia infiammatoria dell’organismo che diventa perciò più reattivo ad ogni altro stimolo.

LE INTOLLERANZE ALIMENTARI NASCONO QUANDO SI VERIFICA UN “ALLARGAMENTO” DELLE GRIGLIE DI DIFESA DELL’INTESTINO

Normalmente l’intestino agisce come un setaccio, lasciando passare solo le molecole utili; dopo alcune malattie, interventi chirurgici, trattamenti antibiotici e/o cortisonici il “filtro” intestinale presenta dei punti di passaggio e attraverso essi possono insinuarsi microparticelle costituenti gli alimenti che sensibilizzano l’organismo provocando la comparsa di una intolleranza alimentare.
Si inizia quindi a capire come il nostro intestino sia fondamentale non solo per consentire l’assorbimento delle sostanze nutritive ma anche per prevenire molte patologie. E’ quando l’intestino non assolve più alla sua funzione di “filtro” che possono passare macromolecole di tipo “non self” che l’organismo riconosce come estranee innescando l’avvio di reazioni immunitarie atte a bloccare le sostanze stesse.
Si sviluppano così anticorpi che bloccano l’alimento in questione e si dispongono sulla superficie della mucosa intestinale in modo da proteggerla da una eventuale reintroduzione dell’alimento.
Alla successiva introduzione del cibo in questione si avrà un’aggressione verso questo che, se troppo intensa o protratta nel tempo, può essere in grado di determinare una vera e propria patologia.
Non deve quindi stupire che in qualsiasi momento si possa sviluppare una intolleranza alimentare.

Il contatto con un alimento per cui esista intolleranza è una specie di lento e graduale “avvelenamento” . . . l’intolleranza alimentare dipende quindi da uno stimolo ripetuto nel tempo, e gli effetti sono di tipo immunologico, non IgE dipendenti.
Nella pratica, l’organismo riconosce immediatamente l’alimento e tenta di “tenerlo sotto controllo”; quando viene superata la soglia di tolleranza, compare il sintomo.
Dunque l’intolleranza si verifica per accumulo di stimoli immunologici provocati dalla continua assunzione di un alimento, non è quindi visibile un rapporto causa/effetto inequivocabile e ravvicinato nel tempo.
A questo punto è abbastanza facile ipotizzare l’enorme influenza che una intolleranza alimentare può avere sullo stato di salute di un organismo,

Intolleranze alimentari nel cane: sintomi

Sintomi delle intolleranze alimentari nel cane

I sintomi delle intolleranze alimentari possono svilupparsi colpendo organi diversi e con sintomi molto differenti tra loro che talvolta fanno sbagliare diagnosi.
I più comuni colpiscono l’apparato gastroenterico, talvolta con vomito, più spesso con disturbi intestinali con diarrea o feci molli con o senza presenza di muco e fermentazioni con gonfiore e flatulenza.
Abbastanza frequenti sono anche la lacrimazione, talvolta scura, che provoca macchie evidenti sul pelo bianco e i problemi auricolari.
Possono anche andare a colpire l’apparato cutaneo con prurito e presenza di forfora.
Più raramente l’apparato urinario e il sistema nervoso centrale.

Intolleranze alimentari nel cane: cause

Una intolleranza può instaurarsi ogni qual volta si è in presenza di un disordine intestinale…infezioni batteriche o virali, somministrazione di antibiotici senza dare contemporaneamente una terapia vitaminica o dei fermenti per ripristinare la normale flora batterica intestinale.
In tutti questi casi la mucosa irritata perde la sua compattezza e tra le cellule si creano degli “spazi” che lasciano passare molecole più grandi di quelle che l’intestino dovrebbe assorbire. L’intolleranza non riconosciuta tempestivamente continua e aggrava questo stato irritativo, altre intolleranze si possono aggiungere a quella iniziale dando inizio a una patologia di difficile trattamento.

Come risolvere le intolleranze alimentari nel cane

L’unica soluzione è mettere a riposo l’intestino con una dieta base che fornisca pochi e ben determinati alimenti sicuramente tollerati bene.
In genere il miglioramento è rapido, ma non il ripristino della integrità della mucosa…ci vogliono mesi per ottenerlo.
Solo dopo minimo 6 mesi si può provare la parziale reintroduzione ,rigorosamente uno per volta, degli alimenti esclusi.
Non sempre la reintroduzione va a buon fine, ma la cosa certa è che con una dieta che li esclude si riesce a mantenere uno stato di buona salute.

Kit  per l’analisi delle intolleranze alimentari nel cane 
Realizzato dal laboratorio di analisi SpireLab e validato dall’Università di Parma, è possibile sapere quali alimenti creano problemi al tuo cane.  

Perché le intolleranze alimentari nel cane sono in aumento?

La causa è dovuta alla moderna alimentazione, a tutti gli ingredienti aggiunti agli alimenti durante la preparazione industriale.
Una volta quando l’alimentazione era basata solo su alimenti freschi, le intolleranze non erano così diffuse, anche se si trattava degli avanzi della tavola dei proprietari, i problemi potevano essere altri, relativi allo stato di nutrizione, ma non di quello relativo alle intolleranze.

Non che i croccantini ne siano la causa, la causa rimane un’irritazione intestinale iniziale.
Il difetto dell’alimentazione con i croccantini sta nel non sapere con precisione cosa contengano.
Vi siete mai chiesti quante sostanze servono per ridurre i principi nutritivi sotto quella forma di alimento secco?
La maggior parte sono indicati in etichetta, ma molti vengono usati nella lavorazione e compaiono solo come residui nel prodotto finito, tracce che come tali, non vengono indicate in etichetta.
Da un’intolleranza, se non diagnosticata subito, ne possono seguire altre, innescando uno stato dal quale è difficile uscire se non passando a un’alimentazione semplice e della quale possiamo essere sicuri che i nutrienti introdotti non siano accompagnati da altre sostanze, ovvero passando all’alimentazione casalinga.
Anche cani alimentati con la casalinga possono essere colpiti da intolleranze alimentari, ma in questo caso sarà più facile l’individuazione dell’alimento mal tollerato e la sua sostituzione.

Facebooktwittergoogle_plusmail